Silvano Brunelli

Direttore per la ricerca del Centro Studi Podresca,
ricercatore, docente e formatore nei master per l’abilitazione alla docenza. 
Cofondatore di Scienze delle abilità umane, innovazione per la persona e la società, un sistema inedito di ricerca e formazione.

Il giusto tempo per la giusta esperienza

Il tempo svolge una funzione regolatrice di natura etica, e valoriale. Il modo in cui le esperienze sono inserite nella linea temporale incide sulla loro natura e qualità.
Il tempo conferisce una dimensione etica: il giusto tempo è indispensabile per una giusta esperienza.
Dare e ricevere il giusto tempo equivale a vivere con valore. Investire in modo intenzionale e consapevole il proprio tempo è sentire, esprimere e nobilitare la preziosità dell’esistenza. All’opposto essere fuori tempo significa essere tardi, aver perso, aver fallito in modo irrimediabile.
Il quando di una cosa rende tale cosa utile o inutile, giusta o sbagliata, appagante o frustrante, sostenibile o inaccettabile… di conseguenza ci attiviamo, ci coinvolgiamo nella collaborazione con gli altri oppure scattano reazioni di rifiuto. Oltre il quando altrettanto importante è quanto tempo. La durata è una misura precisa e noi distinguiamo l’equilibrio, il troppo poco (carenza, mancanza) e il troppo (oltre i termini, esagerazione, attaccamento).
Le più naturali esperienze della vita e della crescita si svolgono nelle coordinate del tempo: il concepimento, la nascita, l’allattamento, lo svezzamento, imparare a camminare, a parlare poi a scrivere e leggere, innamorarsi, decidere la propria carriera professionale, formare una famiglia… Immaginiamo ognuna di queste esperienze svolte in un lasso di tempo troppo breve o lungo, in un momento prematuro o quando è oramai troppo tardi. Lo squilibrio della tempistica toglie l’efficacia e la possibilità di vivere il compimento, la pienezza, la totale soddisfazione.
Il tempo è uno dei fattori che determina quanto un evento sia buono, sano, positivo, etico, giusto. Un’esperienza vissuta nel suo tempo ottimale è preziosa, se invece si manifesta in modo prematuro o tardi, per un periodo troppo breve o eccessivo, l’esito è inadeguato, triste, inutile, alterato o addirittura rappresenta un vero e proprio problema. È importante essere maggiormente consapevoli di quanto le nostre azioni abbiano bisogno di essere collocate in modo appropriato nell’asse temporale perché un’alterazione può trasformare un evento giusto in sbagliato. Ne consegue che abbiamo la necessità irrinunciabile di guidare con padronanza il nostro vissuto del tempo.

Riflessioni tratte dal libro “Il mio tempo” di Silvano Brunelli
di prossima pubblicazione