Silvano Brunelli

Direttore per la ricerca del Centro Studi Podresca,
ricercatore, docente e formatore nei master per l’abilitazione alla docenza. 
Cofondatore di Scienze delle abilità umane, innovazione per la persona e la società, un sistema inedito di ricerca e formazione.

La bellezza del tempo

 

 

 

Il tempo conferisce alle persone, agli oggetti e alle esperienze una qualità estetica.

 

Tutto si colora di bello o di brutto a seconda delle aspettative temporali soddisfatte o tradite. 

 

Vedere un neonato allattare al seno della madre intenerisce e l’immagine è talmente gravida di archetipi e significati che veicola un alto livello di estetica e di emozione. Se, invece, ad allattare fosse un figlio molto più grande, la situazione diverrebbe immediatamente inappropriata o addirittura patologica.

 

L’essere umano è dotato di un bisogno naturale di bellezza. Ci è familiare la ricerca di bellezza nello spazio e negli oggetti, da ricercare e da possedere. Meno conosciuta è la natura della bellezza del tempo: l’intensità del presente, il valore del nostro passato come inestimabile scuola di vita e la potenzialità del futuro.

 

La bellezza del tempo traspare da una speciale condizione umana: la spontaneità. Originalità, creatività, naturalezza… sono frutti che crescono sull’albero possente del tempo. Vivere il presente nel suo giusto equilibrio è fonte di stupore, coinvolgimento e fascino. Possiamo dire che il perfetto mix di ingredienti conferisce al nostro tempo un potere estetico. Quando cogliamo questa formula, percepiamo il nostro presente come bellissimo, pienamente appagante, totalizzante. Con queste premesse i fenomeni emergenti, le diverse necessità e l’imprevedibilità della vita, non turbano il connotato estetico del nostro vissuto. 

 

L’esperienza del tempo è soggettiva perché è frutto del nostro rapporto con la realtà percepita tramite i sensi unita all’interpretazione della nostra psicologia. Altrettanto soggettiva è la definizione della bellezza del tempo. Questo è un tema che non è saggio trascurare. 

 

Dovremmo porci la domanda: che cos’è la bellezza del tempo per me? Indipendentemente quale sarà la risposta, in questo caso, il fatto importante sarà stato porsi la domanda. Dovremmo essere acuti osservatori e notare come la nostra personale risposta si trasformi di anno in anno. 

 

La bellezza del tempo assumerà certamente molte forme, sarà amorevole in famiglia, creativa nel lavoro, accogliente nelle amicizie… Dopo le prime esplorazioni, potremmo procedere con un’ambizione: come donare bellezza al mio tempo? E di più: come donare bellezza al tempo degli altri?

 

Senza dubbio, saranno tante le idee e le azioni che risponderanno a queste domande. Una di queste è la creatività. Ciascun genitore è chiamato a essere necessariamente creativo perché i figli presentano puntualmente richieste difficili da appagare. 

 

Anche nel mondo del lavoro abbiamo la medesima esigenza, penso che ogni imprenditore vorrebbe realizzare lo sviluppo della propria azienda in modo spontaneo, creativo ed efficace. Così pure vorrebbe che le persone con cui collabora siano altrettanto motivate e creative nello svolgimento delle loro mansioni. 

 

La spontaneità nel lavoro si manifesta quando un’esperienza accade senza l’intervento della forzatura-costrizione o della resistenza-negazione. Grazie all’accettazione e al rispetto della realtà accade un’espressione perfettamente coerente al tempo giusto, nel contesto in cui ci si trova. Il successo della creatività come frutto della spontaneità è, ovviamente, possibile se avviene all’interno di una sufficiente competenza professionale, basata su una somma di conoscenze e arricchita da abilità e relazioni finalizzate al risultato. Eppure, la spontaneità è anche una meta a cui ambire, serve desiderarla e ricercarla.

 

Esserci pienamente, originare la nostra esperienza in modo creativo e spontaneo, questi sono ingredienti indispensabili che concorrono al senso di completezza personale. 

 

Oltre alla soddisfazione interiore, ritengo che nell’attuale periodo storico, essere creativi e saper originare idee, decisioni e strategie, sia il fattore umano vincente anche per i risultati nella vita. 

 

La creatività è intimamente interconnessa con la spontaneità. Quando una persona è creativa è anche spontanea, e quando è spontanea diventa facilmente creativa. 

 

Nella spontaneità c’è immediatezza, ovvero non c’è percezione del tempo tra ciò che si origina interiormente o creativamente e ciò che si manifesta esternamente nell’azione. Questa assenza di tempo tra l’originare e l’apparire improvvisato di idee e azioni sembra rendere estremamente affascinante e attraente l’azione creativa stessa. In questo particolare frangente l’assenza di tempo conferisce fascino ed estetica all’esperienza e cela un segreto d’inestimabile valore.

 

Questo fatto ci apre la porta e ci invita ad addentrarci in uno spazio inedito: forse il tempo migliore non è quello del corpo, e neanche quello arbitrario e opinabile della mente, bensì quello dell’essere che lo concepisce interamente nel momento presente, libero da vincoli, attaccamenti e limiti. Abbiamo la meravigliosa opportunità di “essere” interamente e completamente espressi nell’unico tempo possibile: il momento presente.

 

Oltre a tutte le forme di bellezza che abbiamo conosciuto in passato, oggi dovremo dare la priorità a una sfida squisitamente umana: conquistare la bellezza di essere. 

 

 

Riflessioni tratte dal libro “Il mio tempo” di Silvano Brunelli
di prossima pubblicazione