Silvano Brunelli

Direttore per la ricerca del Centro Studi Podresca,
ricercatore, docente e formatore nei master per l’abilitazione alla docenza. 
Cofondatore di Scienze delle abilità umane, innovazione per la persona e la società, un sistema inedito di ricerca e formazione.

Attivare il miglioramento nell’universo dei nostri pensieri

I pensieri, come le emozioni, si muovono all’interno di un vasto spettro che oscilla tra vissuti negativi e positivi. La prima azione che possiamo fare è quella di essere aperti e disposti a conoscerli tutti, senza resisterli o forzarli, senza negarli o rimanere incollati ad essi, senza rimanere condizionati o intrappolati. Possiamo assumere la posizione di voler conoscere i nostri pensieri e sentimenti, sia positivi che negativi mantenendo un rapporto corretto. Segue l’abilità di guidarli e infine di esprimerli per essere adeguatamente compresi anche dagli altri.
Per vivere un sano equilibrio con i propri pensieri non è sufficiente stare di fronte e riconoscerli senza ritirarsi, reprimerli o alterarsi, ma è indispensabile poterli indirizzare in modo positivo e costruttivo. Se il sentire è la forza propulsiva di una persona, i pensieri sono la logica di base, i circuiti dell’interpretazione che diverranno i futuri fondamenti della comunicazione. Il sentire e il pensare sono i precursori delle azioni: “prima senti poi pensi, poi parli, infine agisci”.


Pensare correttamente ci permette di comunicare e ottenere la giusta comprensione, ci consente di agire in modo intelligente e di ottenere il risultato voluto. Come sviluppare l’abilità di pensare autonomamente originando ed elaborando i dati in nostro possesso? Come pensare con intenzioni positive? Come pensare in modo costruttivo? Trovare la risposta a queste domande è essenziale perché abbiamo bisogno di avere certezza che il nostro approccio alla vita, attraverso il nostro pensiero, sia corretto.
Privi di queste abilità di base si diviene incapaci di possedere la padronanza della propria espressione e si soffre la mancanza della preziosissima “farina del proprio sacco”. Senza l’elaborato autonomo del propio pensiero si finisce per assumere in modo automatico modelli di pensiero altrui o “modi di essere” che per quanto validi non possono donare appagamento.
Può accadere che una persona si dedichi in modo insufficiente al proprio pensare: non avere la propria opinione, non essere certi del sapere, evitare di assumere una posizione personale. Essere troppo semplici ci rende impreparati di fronte alle decisioni da prendere ed è difficile sostenere le dinamiche relazionali con gli altri.

Ogni età della vita è caratterizzata da una giusta complessità delle nozioni e dei pensieri, determinata non solo dalla quantità dell’informazione acquisita ma anche della capacità di elaborarla autonomamente.  

Molte energie sono state investite per conquistare il processo che porta ad apprendere informazioni da parte degli studenti. Molto meno chiaro è il processo mentale: “come elaborare” autonomamente le informazioni acquisite. La mancata capacità di pensare in modo autonomo e sufficientemente complesso ha serie conseguenze in una società fortemente strutturata come la nostra. 

Per le generazioni passate l’impegno personale era principalmente coinvolto con l’azione dedicata alla sopravvivenza. Oggi si raggiunge lo stesso scopo  in modo indiretto. I lavori che svolgiamo sono un prodotto del nostro pensiero prima ancora di un’azione. Possiamo anche precisare meglio dicendo che tutte le azioni che sono richieste sono determinate e guidate da un pensiero molto complesso. Un’azione priva di pensiero coerente può andare bene nella spensierata prima infanzia. La crescita della persona si sviluppa a pari passo con una complessità in cui l’azione sia all’interno di un pensiero logico. 

Abbiamo bisogno che i nostri pensieri e le nostre azioni descrivano una storia, la nostra storia, e che ci rendano un protagonista appassionatamente coinvolto con la propria vita. Per questa ragione il nostro sentire ha bisogno di tradursi in un pensare profondo, complesso e articolato, rendendoci intellettualmente vivaci, logici e intuitivi allo stesso tempo. 

Quando manca la complessità del sentire e del pensare ciò che appare alla coscienza è una percezione profonda che “manca qualcosa” di fondamentale. 

Un senso di immotivata incompletezza colora le esperienze conferendo loro un alone di confusione e disorientamento generale su cosa sia giusto fare. Segue poi l’inclinazione a essere eccessivamente coinvolti con i pensieri negativi. La loro presenza nella giusta misura non altera la persona, tuttavia quando sono eccessivi provocano un malessere capace di incrinare la personalità e le sue relazioni. 

Perché una persona dovrebbe fissarsi in modo eccessivo sui pensieri negativi? I motivi sono tanti e di natura diversa: un cattivo esempio, delle cattive abitudini, adottare la strategia che identifica nella critica, nel lamento o nell’atteggiamento pessimista un percorso utile a ottenere i risultati desiderati. I pensieri negativi esistono come esistono i sentimenti negativi, non possiamo semplicemente ignorarli, reprimerli o bandirli perché sgraditi. Essi vanno esperiti in modo corretto, ovvero integrati. Imparare a gestire i pensieri negativi non è sufficiente per padroneggiare la dimensione del pensiero. Ci vuole anche un’abilità diversa: guidare i pensieri positivi. Essere abili a pensare in modo positivo e costruttivo è fondamentale se si vogliono ottenere risultati grandi e durevoli. Esiste un piccolo segreto dietro a questa grande abilità. In verità è una semplice scoperta dalle grandi implicazioni. Una parte delle persone si identifica con il pensiero: chi pensa e il pensiero sono fusi insieme, sono percepiti come la stessa cosa, per cui risulta molto difficile non esserne condizionati. In questo caso il pensiero non solo colora – influenza la persona, ma la stessa crede di essere come o cosa pensa. Ne consegue che avere un pensiero negativo equivale ad essere una persona negativa, questo è un punto che serve superare. Ci sono persone che sanno distinguere chi pensa dal loro pensiero nello stesso modo di chi distingue la luna da chi la vede. Per queste persone risulta facile guidare i loro pensieri in quanto sono meno influenzati – condizionati dagli stessi. Per queste persone il pensiero è uno strumento simile alle loro mani, è utile per esprimersi, per prendere e per lasciare determinate cose. Non tutte le persone possiedono questa qualità, tuttavia tutte possono conquistarla. La strada che porta alla maturazione di questa importante condizione umana passa attraverso lo sviluppo dell’abilità di originare intenzioni. Facendo progressi in questo aspetto interiore diventa possibile guidare il proprio pensiero. Originare intenzioni porta non solo all’abilità di discriminare l’individualità consapevole dai pensieri, ma permette anche di riconoscere gli elementi positivi che sono presenti nella realtà e di apprezzarli. Originare intenzioni permette di pensare in modo costruttivo, cioè concepire idee e comunicarle con lo scopo di realizzare un obiettivo. La scoperta è proprio questa: imparando a originare intenzioni s’impara a guidare il proprio pensiero. La conquista di questa dote interiore porta un dono: la convinzione di poter riuscire. 

Il comportamento alimentato da un atteggiamento vincente aumenta il tasso di successo delle proprie azioni. Pensare in modo positivo e costruttivo, oppure pensare in modo negativo e distruttivo oppure, ancora, non pensare a nulla, introducendo l’indifferenza nel proprio comportamento, crea tre scenari completamente diversi, al di là della qualità stessa dell’azione compiuta. 

Ogni persona ha l’opportunità di sperimentare il proprio pensiero con il giusto equilibrio. Può imparare a conoscerlo, a guidarlo e infine trasformarlo in uno straordinario strumento di crescita personale.

Ti propongo un esperimento: porta l’attenzione a un’esperienza che stai attualmente sperimentando e descrivila in modo positivo, senza alcun elemento negativo. Quando affronti un elemento mancante o scorretto lo descrivi in modo positivo, per esempio “Ho la necessità di correggere questo errore e di completare questo lavoro. Ho l’esigenza di elevare lo standard dell’ordine e della puntualità”. Dopo aver descritto in modo positivo la tua esperienza attuale, origina dieci intenzioni positive, per esempio l’intenzione di migliorare, l’intenzione di essere più precisi, l’intenzione di collaborare meglio con gli altri. Il passo successivo è parlare in modo costruttivo della tua esperienza: condividi qualcosa che vuoi ottenere, qualcosa che tu vuoi fare per migliorare, come vuoi dare e ricevere aiuto. Pensa e poi presenta una cosa positiva di te e una cosa positiva per il tuo futuro. Osserva che cosa emerge e cosa scopri. 

I pensieri sono azioni e come le azioni producono precisi effetti, positivi o negativi. Scegliere i pensieri che elevano la qualità della vita e che ci esprimono significa attivare importanti azioni di miglioramento per noi e per gli altri.